
B-ESG Supply Chain Management
Tra i rischi che destano maggiore preoccupazione nel mondo imprenditoriale vi è senza dubbio l’interruzione delle attività (business interruption), un fenomeno che negli ultimi anni è sempre più spesso riconducibile alla crescente fragilità delle catene di fornitura. A confermare questa tendenza è, ormai da tempo, anche l’Allianz Risk Barometer, l’indagine annuale condotta da AGCS (Allianz Global Corporate & Specialty), la società del gruppo Allianz specializzata nelle assicurazioni aziendali, che raccoglie le opinioni di oltre 3.700 esperti di gestione del rischio a livello internazionale.
Ma quali sono queste fragilità della catena di fornitura? Qualche esempio:
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Finanziaria: fallimenti, insolvenze, mancanza di liquidità.
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Operativa: carenze di personale, impianti obsoleti.
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Geo-politica: instabilità, guerre, dazi, oscillazioni valutarie.
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Logistica: lunghezza e complessità delle tratte
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ESG: incidenti ambientali, incidenti sul lavoro, lavoro minorile, sfruttamento, corruzione.
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E quando queste fragilità dei fornitori esplodono, le ricadute sull’azienda sono immediate:
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Ritardi nella produzione, nelle consegne, clienti vanno altrove, cali di fatturato.
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Fornitori sostituiti in emergenza, penali contrattuali, aumentano i costi.
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Contenziosi con i Clienti, fatture bloccate, dilazioni forzate, difficoltà d'incasso.
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Utili in calo, problemi di liquidità e solvibilità, sfiducia negli investitori, aumentano i tassi, accesso al credito più costoso o negato.
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Un sistema di gestione integrata della catena di fornitura basato sul rischio, tutti i rischi, anche i rischi ESG, ha come obiettivo la prevenzione e mitigazione di queste fragilità.
Per garantire la continuità del business, proteggere il capitale, diffondere etica e valori, rassicurare gli investitori.