
ESG Reporting
Il rapporto ESG è, prima di tutto, uno strumento di comunicazione. Prima di decidere di pubblicarne uno, è opportuno verificare di avere contenuti validi da comunicare. Detto questo, il come si comunica è altrettanto importante.
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Il rapporto serve a trasmettere un messaggio chiaro agli interlocutori esterni: clienti, investitori, opinione pubblica ecc. I famosi stakeholders. Se sbagliamo il come, il messaggio rischia di non arrivare o, peggio, di arrivare distorto.
Gli errori più comuni:
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Imprecisione: errori frequenti, numeri poco chiari, eccessiva aggregazione, unità di misura incoerenti.
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Parzialità: raccontare solo i successi, omettendo i problemi. Non distinguere fatti da ipotesi. Fare speculazioni non supportate da basi scientifiche.
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Confusione: informazioni confuse, annegate in tonnellate di testo inutile, non organizzate in modo da favorirne la comprensione.
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Incompletezza: non coprire tutti i processi o le geografie. Rapporto narrativo senza dati.
Un rapporto con questi difetti, anche se parte da contenuti validi, rischia di generare fraintendimenti, scarsa credibilità, perdita di autorevolezza e sospetto di greenwashing.
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Riferirsi ad uno standard riconosciuto, riduce il rischio di incorrere in questi errori, oltre che aumentare automaticamente l’autorevolezza del documento.
Quale standard? La nostra raccomandazione è di prendere in considerazione lo standard GRI – Global Reporting Initiative. Anche nel caso in cui si sia soggetti alla Direttiva Europea (Direttiva (UE) 2022/2464 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità)
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Perché scegliere il GRI?
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Compatibilità: grazie ai numerosi protocolli di intesa e alle collaborazioni attive, lo standard GRI è pienamente allineato a livello europeo con gli ESRS e, a livello extra-europeo, con i gli standard e framework più autorevoli e riconosciuti come ad esempio ISSB, SASB e CDP. Questa compatibilità trasversale rende il GRI uno standard capace di rispondere alle esigenze di tutti gli interlocutori esterni, a prescindere dalla loro posizione geografica o dal settore di riferimento.
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Autorevolezza: nato nel 1997, è stato il primo standard globale per il reporting di sostenibilità.
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Completezza: è il più completo. Chi deciderà di rendicontare sul pacchetto completo degli indicatori GRI potrà vantare una copertura capillare dei fattori ESG e, grazie agli accordi in essere con tutti gli altri standard e framework internazionali, UE inclusa, sarà sempre un passo avanti rispetto alle eventuali evoluzioni del contesto di riferimento.
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Flessibilità: prevede un report “in conformità” o “in riferimento”, consentendo alle organizzazioni di scegliere tra un approccio alla rendicontazione completo o progressivo.
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Diffusione: adottato da oltre 14.000 aziende in più di 100 paesi, è lo standard più utilizzato al mondo secondo il KPMG Survey 2024.